SOLIDARIETA'
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E' possibile
coniugare valori egualitari e cultura libertaria in un processo
di trasformazione sociale? È immaginabile una ricerca di
nuovi paradigmi di liberazione umana capace di rompere con la cultura
positivista e determinista del '900? L'agire locale ed il pensare
globale continueranno a rappresentare il titolo di un improbabile,
ancorché urgente, riforma democratica della politica?
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sito in aggiornamento presto online...
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A queste
ed altre domande il 10 novembre 1989, mentre cadeva a pezzi il
muro di Berlino con il suo portato di speranze ma anche di rapida
disillusione, l'originale percorso di ricerca e di azione politica
qual'era stata l'esperienza di DP del Trentino, non riconoscendosi
nella polarizzazione che di lì a breve avrebbe esaurito
la vicenda demoproletaria, decise di dar vita ad un movimento politico
locale che ha preso il nome di Solidarietà.
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Gente
di Baghdad
Nuha Al-Radi
Sotto le bombe e sotto l'embargo, una donna irachena
racconta le piccole cose della quotidianità e
le tragedie di un paese che non conosce pace. |
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Da
allora sono passati sette anni, nel corso dei quali il gabbiano
di Solidarietà ha saputo volare senza affanno attraverso
gli avvenimenti che hanno sconvolto il panorama politico nazionale
ed internazionale, cercando di rappresentare un punto di vista
originale, sicuramente asimmetrico rispetto a quell'ubriacatura
maggioritaria che ha oltremodo messo in crisi la democrazia dei
corpi intermedi su cui si fondava il patto costituzionale del nostro
Paese. Un contesto di natura plebiscitaria non certo funzionale
alla sperimentazione politica locale, nel quale Solidarietà ha
comunque saputo proseguire il suo cammino che l'ha portata ad
essere rappresentata nelle istituzioni locali, provinciali e
regionali,
avendo scelto di non delegare ad altri la propria rappresentazione
politica.
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La guerra
Alberto Asor Rosa
Asor Rosa indaga gli effetti politici, istituzionali, culturali,
morali e mentali di quella che rischia di essere la "guerra
infinita" sulla coscienza dell'Occidente. Ed esamina le condizioni
e le forme di un "possibile" discorso alternativo.
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Il
suo apporto critico all'area del centro sinistra l'ha vista partecipe
di coalizioni di governo nelle due principali città (Trento
e Rovereto), ma anche prendere le distanze accordi di governo
provinciale con il Partito Autonomista Trentino Tirolese (erede,
in peggio,
degli affari della Balena Bianca) e da un Ulivo fotocopia dei
partiti nazionali, incapace a sua volta di rappresentare nel
quadro dell'autonomia
un'originale esperimento politico.
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I temi della lotta ai privilegi,
della denuncia dell'intreccio fra affari e politica (con la pubblicazione
di ben quattro libri
bianchi sulla tangentopoli trentina), delle politiche sociali dalla
parte dei soggetti più deboli, un'attenta difesa del territorio
contro il partito del cemento e per un utilizzo sobrio delle risorse
naturali, l'idea della riduzione degli orari di lavoro come condizione
per creare lavoro e di un diverso rapporto fra il tempo di lavoro
ed il tempo di vita nel suo insieme, l'impegno per la pace e l'opzione
nonviolenta come approccio verso i conflitti, sono stati i terreni
che ne hanno caratterizzato l'azione politica e sociale sul piano
locale, via via sintonizzatasi con altre esperienze dell'area verdesolidale
sul piano nazionale.
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